Marijuana & Sport

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La rivoluzione della cannabis procede, sempre più forte, ormai in tutti i settori socio-economici dall’Europa agli Stati Uniti.

Adesso sta finalmente arrivando anche nel mondo dello sport professionistico dove, per decenni, è sempre stata proibita in tutte le sue forme, inclusa quella pubblicitaria.

Se l’NHL è stata un pioniere nella politica sulla cannabis, non includendola nell’elenco di sostanze vietate per molti anni, le altre leghe sportive – da sempre contrarie a questa “concessione” – sembra si stiano accorgendo solo ora dell’importanza mediatica della marijuana nella pubblicità.
Le leghe sportive e le società all’interno delle leghe, infatti, possono guadagnare centinaia di milioni all’anno proprio tramite i contratti di sponsor e, secondo le ultime indiscrezioni, numerose compagnie produttrici di cannabis e cannabis light supporterebbero i club professionisti in questo modo.

Il futuro dell’MLS: Cannabis free?

Secondo il Sports Business Journal presto anche l’MLS (Major League Soccer) potrebbe “convertirsi” al CBD.
Don Garber, commissario dell’MLS, lo scorso mese ha dichiarato che la lega subirebbe 1 miliardo di dollari di entrate a causa della pandemia Covid-19; per questo nuove opportunità commerciali, come nel caso della marijuana, aiuterebbero le società e la lega a recuperare parte di quei soldi.


Certo, questa nuova fonte di guadagno non riuscirebbe a risolvere tutti i problemi economici che l’MLS sta riscontrando, ma potrebbe aiutare il bilancio aziendale di molte società in difficoltà.
La cannabis e la cannabis light sono ormai legali in molti stati USA e, il fatto che il CBD non provochi intossicazioni o problemi di dipendenza, potrebbe aiutare a favorire l’ingresso delle aziende produttrici di marijuana come sponsor dell’MLS.

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